Esercizio di etica con la voluntary disclosure!
Esercizio di etica:
Un tizio che riveste un prestigioso incarico pubblico ha un conto in Svizzera nella banca Ubs. Fin qua niente di illecito.
Si scopre però che non ne ha mai fatto alcun cenno pubblicamente ma soprattutto si scopre di essere il frutto di una voluntary disclosure: cioè della legge per favorire il rientro di capitali illecitamente detenuti all’estero.
Proprio su quel conto – di cui Il tizio è amministratore - riposano i capitali (oltre 4 milioni) provenienti da un altro conto da cui la madre ha “scudato” 5 milioni di euro, fatti transitare dalle Bahamas alla Svizzera proprio attraverso una voluntary disclosure.
Considerazioni:
È evidente che non c’è bisogno di un reato o di una inchiesta per capire che questo movimento bancario diventa la punta di un iceberg enorme: un rappresentante delle istituzioni che per statuto è anche esattore di imposte, amministratore di un gruzzolo milionario che è tornato in Italia dopo essere stato illecitamente (negli anni belli delle Bahamas) portato fuori dal paese.
Traggo una conclusione ...
Non c’è bisogno di un reato per capire che siamo entrati nel campo minato della questione morale.
Al di là dell’inchiesta della magistratura che ha fatto scoperchiare questo vaso di Pandora e di cui attendiamo i risultati, mi sembra che una domanda a questo Tizio risulti essere la più pertinente: perché ha riportato in Italia 5,3 milioni di euro nascosti alle Bahamas usando lo scudo fiscale?
Nel frattempo secondo il mio modesto parere gli consiglierei vivamente di dimettersi!

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