IL GIOCO DELL'IMMAGINAZIONE


10.04.1991/10.04.2017
26° anniversario strage del #mobyprince

IL GIOCO DELL'IMMAGINAZIONE 
Immaginate che un vostro familiare lavori in penisola, e che debba tornare in Sardegna in nave.
Immaginate che, una sera come tante, vostro padre vi telefoni dicendo di imbarcarsi.
Immaginate la vostra ragazza a scrivere 'ti amo' su un pezzo di scontrino del caffè, e che probabilmente di notte conterà le onde che la separano da uno di quegli abbracci che infrangono ogni fottuto minuto che vi ha diviso.
Immaginate l'autotrasportatore che guarda la foto del figlio, il motivo per il quale si spacca di chilometri e di giornate infinite.
Immaginate il militare in licenza, la cameriera che ha iniziato a bordo da poco tempo, un comandante che fa lo stesso lavoro da anni.
Ora immaginate una sera di aprile, col mare calmo e la visibilità buona.
Immaginate il traghetto che si scontra con una grossa petroliera, che si incendia appena fuori dall'imboccatura del porto, in una rada affollata di navi militarizzate.
Immaginate il traghetto con i vostri familiari che diventa un tizzone, lì a un tiro di schioppo dalla terraferma, lasciato bruciare per ore senza soccorsi coordinati.
Immaginate voi, al porto di Olbia ad aspettare una nave che non arriverà mai e sempre voi al porto di Livorno ad aspettare una nave che porta indietro 140 morti, i vostri morti, bruciati.
Adesso, immaginate una cosa anche peggiore.
Non sapere il perché di un sacrificio simile.
Dolore si somma a dolore: i familiari delle vittime, che potrebbero essere i familiari di tutti noi, dopo anni stanno simbolicamente aspettando ancora quel traghetto. Chi a Olbia e chi a Livorno.
Perché la verità non sarà così vicina, ma magari neanche tanto lontana.
La verità non resituirà i cari alle case, né rifonderà le energie spese in anni di amarezze:
può restituire però dignità a 140 incolpevoli e un barlume di pace alle loro famiglie.
da italiano
da sardo emigrato
da viaggiatore
dopo 26 anni, oggi come ieri, anche #iosono141
un abbraccio a Loris RispoliLuchino e Angelo Chessa

Massimo Solinas

Commenti

  1. immaginate di avere incontrato un amica, una compagna di squadra, che ti ha raccontato di un nuovo lavoro nella boutique della MobyPrince, immaginate di aver preso appuntamento con lei al ritorno per una cena, per raccontarsi di nuovo, immaginate che quella cena non c'è mai stata perché lei non è più tornata, immaginate la sofferenza di quella notte...e l'unica cosa che resiste è il suo sorriso scolpito nella mia mente...ciao Liana....anch'io sono 141

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