Il Fico albero sacro e la Fondazione di Roma
Si sostiene che Romolo e Remo siano nati proprio dalla sua unione con Rea Silvia.Il dio della guerra aveva posseduto con la forza la giovane vestale di Alba Longa, che partorì i gemelli. Considerati illegittimi, vennero strappati subito alla madre per essere uccisi. Solo la pietà di un servo sottrasse loro a morte sicura.Adagiati in una cesta ed affidati alle acque del Tevere in piena si narra che a causa di uno straripamento la cesta finì al sicuro in un’ansa proprio sotto un fico selvatico. All’ombra di esso Romolo e Remo furono così allattati dalla lupa.
Secondo alcune fonti, il fico che si ergeva proprio alle pendici
del colle Palatino fu chiamato “ Fico
Ruminale” dove l’epiteto “ruminale” al di là di varie interpretazioni
deriverebbe dal latino “ruma” (mammella) mentre per altri, il fico prese il
nome da Romolo, tant’è che gli stessi autori latini lo chiamavano talvolta
“ficus Romularis”. Certo è che, fin
dall’antichità, l’albero di fico fu collegato alla fondazione di Roma. Considerato un albero fausto veniva venerato
soprattutto dai pastori, i quali si recavano sul luogo portando offerte di
latte.Più avanti in prossimità del fico fu eretto un piccolo tempio dove
si iniziò a venerare due nuove divinità, Jupiter Ruminalis e Rumina, dee dei
poppanti presso i Romani. A Roma il Fico era sacro a Marte, vero fondatore della città eterna.

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