Sempre sulla Satira...

Pubblico questo interessante post di Stefano Caprina con un intervento  di Renato De Rosa sulla satira di quel "Giornaletto francese ..."

SULLA SATIRA

... L'attualità ci porta a quel giornaletto francese (ne ometto volutamente il nome) che è spesso agli onori delle cronache per vignette che generano più scandalo che sorrisi. Esso appartiene alla categoria, assai diffusa oggi, di quanti guadagnano fama, denaro e prebende grazie alla volgarità, alla grossolanità, all'inciviltà e alla villania. E badate bene che per volgarità si deve intendere quella del pensiero e non quella delle parole, ché grandi umoristi, da Aristofane a Borzacchini, ci hanno insegnato come l'uso di parole considerate triviali possa essere funzionale a un'elegante  e raffinatissima ironia. Quel giornale invece è volgare nell'animo, nella sua natura, nel suo modo di essere: è l'equivalente dei politici chiassosi in TV, degli pseudoartisti che posano similmerde nelle piazze e le spacciano per opere d'arte, dei maître à penser (o Venerati Maestri come li chiamava Edmondo Berselli) che vendono fumo socio-filosofico a peso d'oro. Gente, insomma, che vive abbondantemente al di sopra delle proprie qualità grazie ad abili mezzi propagandisti, prima fra tutti l'arma dello scandalo. Costoro, signori miei, si nutrono del vostro odio e della vostra indignazione e voi, indignandovi per le loro provocazioni, cadete nella trappola portando loro su un piatto d'oro la linfa vitale di cui hanno bisogno, cioè il vostro sdegno. Come combatterli? Non vanno combattuti. E' l'errore più grande. Perché attaccandoli fate loro del bene (gli donate la pubblicità di cui vivono) mentre fate del male a chi la satira la fa veramente. La cosa peggiore è affermare, come fanno molti di voi, che "ci sono cose sulle quali non si può scherzare". Questa è la più atroce, crudele e liberticida frase che si possa dire e anche la più falsa perché, signori e signore, si può  e si deve ridere anche sulla morte, come ha dimostrato Monicelli nella scena del funerali in Amici Miei. Si può e si deve ridere su tutto, se è vero che Voltaire sul letto di morte al prete che gli chiedeva di rinnegare il diavolo rispose: ma le pare il momento di farsi dei nemici? Quel giornaletto ha tutti i diritti di parlare di argomenti drammatici, ma la sua è provocazione socio-politica, non satira perché gli manca l'ingrediente essenziale della satira: far ridere. Non combatteteli dunque, ma usate la più micidiale arma che l'umanità abbia mai concepito dall'alba dei tempi: l'indifferenza. Renato de Rosa

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