L'Asino che Vola!
L'Asino che Vola!
Vivere in una città portuale significa credere che
tutto sia possibile, credere soprattutto nel futuro, nelle scoperte di nuove
terre, di nuove culture e sognare di viaggiare.
Ho avuto la fortuna di studiare per anni in una scuola
con le finestre affacciate al porto mediceo e al libeccio. Trascorrevo le ore Incantato
a guardare le navi che partivano ed arrivavano da chi sa quali terre lontane da
visitare e da scoprire. Sono cresciuto guardando il mare ad immaginare l’oltre
orizzonte, respirando il salmastro sperando di vivere di porto.
Quel porto che ti inebria di profumi delle primizie di
terre lontane ed allo stesso tempo ti fa annusare l'acuto dell'acqua che sa di
nafta. Quel porto che diventa rifugio di bastimenti arrugginiti e carichi di
merci. Quel porto che da ricchezza e porta via le vite.
Ammiravo incantato le sagome scure delle “mancine”,
così erano chiamate le gru sulle banchine, nel rosso della sera parevano
tante cicogne dal becco lungo chine in fila a risposare.
Adesso i bambini non sognano più guardando le navi
attraccate, non sono più incantati dal tintinnio degli alberi delle barche a
vela, non annusano più il sale disciolto nel libeccio che arruffa i capelli.
Cosa farai da grande? Lavorerò sul porto!
Questa era la risposta orgogliosa di chi era cresciuto
in quella città ormai perduta, inconsapevole della fatica e dei rischi di un
mestiere così duro.
Livorno ha perso da tempo la sua identità, la sua
vocazione, non guarda più il suo porto come una porta da cui entrare o uscire, non
guarda più al mare come una possibilità di lavoro e di ricchezza o di fughe per
altri mondi.
Le sagome delle “Mancine”, che non esistono più, sono
sostituite da alberghi di lusso galleggianti dalla sagoma goffa che non sa né di
nave né di bastimento.
Hotel galleggianti carichi di frettolosi turisti che
transitano senza fermarsi da una città ridotta a stazione di torpedoni.
Eppure nascere in una città portuale significa essere
aperti ad ogni modernità, pronti al progresso e credere che tutto in essa
sia possibile. anche vedere un asino che vola, come pensò un giovane Renzo
Piano vedendo issare un asino con un Bigo nel porto antico della sua Genova, mentre sognava il suo futuro.

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